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Perchè i classici
Perché i classici
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Perché i classici

Gli autori latini e greci di scena all'Università il 9 ottobre, dove, nell'Aula Magna di Santa Lucia, Massimo Cacciari e Umberto Eco hanno incontrato 1000 studenti, provenienti dai licei di tutta la Regione.
Alla presenza del rettore Pier Ugo Calzolari, e in margine al libro 'Di fronte ai classici' a cura di Ivano Dionigi, docente di filologia classica e medievale all'Alma Mater e a capo dell'iniziativa, il filosofo politico e il professore romanziere hanno discusso con studenti e insegnanti del significato e del ruolo che Omero e Virgilio, Tucidide e Livio, Platone e Agostino assumono nella società di oggi.

«Questo progetto — ha spiegato Ivano Dionigi — non deriva da uno sterile ripiegarsi nel passato, ma dal desiderio di portare i classici ai giorni nostri. Perché a forza di essere indietro, gli autori latini e greci rischiano di essere davanti a noi, come in una corsa a circuito».
«Conservare la memoria delle proprie origini — ha ribadito il rettore Calzolari — è fondamentale per coltivare il proprio futuro. E gli autori antichi hanno ancora molto da dirci».
'Perché i classici' è stato il titolo del primo incontro, che ha dato inizio a un trittico di dibattiti promossi dal Centro studi "La permanenza del classico" del Dipartimento di Filologia Classica.
Si è proseguito poi il 13 novembre con I classici in prima persona cui ha partecipato il saggista e narratore Giuseppe Pontiggia, e l'11 dicembre con Editoria e classici con Carlo Carena, Alessandro Laterza, Federico Enriques ed Evaldo Violo.


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