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Laurea ad honorem per Stuart Curran
Stuart Curran
Il conferimento della laurea:
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Il discorso dottorale (26,46 min):
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Stuart Curran, il critico letterario americano che attualmente dirige il Dipartimento di Inglese dell’Università di Pennsylvania e che ha contribuito a inaugurare campi di ricerca inesplorati come quello delle poetesse romantiche, il 17 giugno ha ricevuto la laurea ad honorem in Lingue e Letterature Straniere.
Negli anni Settanta ha inaugurato la rivalutazione critica degli autori romantici. Negli anni Ottanta ha avviato la riscoperta della produzione poetica femminile. E negli anni Novanta ha dato vita a siti Web per rendere universalmente fruibili alcuni capisaldi della letteratura.

"Il prof. Curran – spiega la prof.ssa Lilla Maria Crisafulli – è stato per molti studiosi di letteratura, soprattutto romantica ma non solo, il principale punto di riferimento scientifico e disciplinare ma anche un modello che ha ispirato scelte culturali e metodologiche che hanno radicalmente cambiato il nostro modo di fare cultura. Innumerevoli colleghi e colleghe italiani e internazionali dell’anglistica, dell’americanistica, degli studi di gender e degli studi dei rapporti anglo-italiani non avrebbero prodotto quanto sin qui hanno prodotto senza l’impegno scientifico, la visione storica e la militanza sociale di Stuart Curran".

Tra le sue pubblicazioni principali vi è sicuramente The I Altered, il saggio del 1988 con cui Curran aprì gli occhi dei letterati di tutti il mondo sull’estetica delle poetesse romantiche. Un’opera che egli proseguì anche all’inizio degli anni Novanta, sfruttando le nuove potenzialità del Web per allargare i confini delle ricerche. Women Poets and Electronic Text è per esempio il nome del progetto web con cui rese disponibili a studiosi di tutto il mondo testi letterari indispensabili e fonti primarie rare in formato elettronico, spesso irreperibili in forma cartacea se non in collezioni private.
La laurea ad honorem premia infine il forte legame di Stuart Curran con l’Alma Mater. Fu infatti sotto le due torri che il critico decise di far nascere il Bologna Cooperative Studies Program, il progetto che ha raccolto all’Università di Bologna sette grandi atenei americani.


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