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Laurea hc a Giulia Maria Mozzoni Crespi e a Sandro Ruffo

Due lauree ad honorem, il 22 gennaio: una in Storia dell'Arte per la fondatrice e presidente del Fai e l'altra in Conservazione e Gestione del Patrimonio Naturale per il naturalista e museologo.

Mozzoni Crespi

Il conferimento della laurea:
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Il discorso dottorale:
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Ruffo

Il conferimento della laurea:
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Il discorso dottorale:
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Al preside di Lettere Giuseppe Sassatelli è spettato il compito di consegnare la pergamene a Giulia Maria Mozzoni Crespi.
Una lunga attività, la sua, in Italia Nostra come Consigliere Nazionale, prima di costituire, nel 1975, il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), ispirandosi al National Trust inglese, attivo con successo dal 1895. Integrare la tutela dei beni artistici con la conservazione del patrimonio naturale; promuovere la difesa proprio di quei luoghi in cui tale integrazione di Arte e Natura ha dato i frutti maggiori; offrirne al pubblico il godimento, stimolando un’educazione profonda che nasce solo dalla diretta partecipazione: questi gi scopi del Fondo.
"Nella Sua militante esperienza, - si legge nella proposta di conferimento della Laurea in Facoltà - Giulia Maria Mozzoni Crespi ha ricevuto numerosi riconoscimenti in tutta Italia, tra cui, in particolare, dal Presidente Ciampi l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine «al merito della Repubblica Italiana» per il notevole impegno civile, sociale e culturale a favore della collettività."

Sandro Ruffo ha ricevuto poi dalle mani del Preside di Scienze Lorenzo Donatiello la "pergamena da dottore". Lui che già all'Univerità di Bologna si era laureato, nel 1938 in Scienze Agrarie. Conservatore e Direttore del Museo di storia natuarale di Verona, Ruffo ha sempre alternato la propria attività di museologo con la ricerca scientifica essenzialmente orientata su tre filoni: la faunistica e la zoogeografia dell’Italia, la biospeleologia, la sistematica di due gruppi di animali i Crostacei Anfipodi e i Coleotteri Crisomelidi.
La ricerca faunistica si è soprattutto rivolta all’esplorazione della catena appenninica. Iniziata nel 1950 nella regione pugliese e nelle Isole Tremiti, tale ricerca continuò poi per oltre vent’anni, sulla base di un autonomo programma, con una serie di campagne nei principali gruppi montuosi dell’Appennino. Tali ricerche diedero materia per oltre duecento memorie scientifiche ad opera di zoologi italiani e stranieri.



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