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Enzo Re
Il 23 giugno, nella cornice di Piazza S. Stefano, ha debuttato lo spettacolo "Enzo Re" per la regia di Arnaldo Picchi, sui testi del poeta e scrittore Roberto Roversi.
Locandina

Lo spettacolo, promosso dall'Università degli Studi, con un cast di professionisti (da Ugo Pagliai, a Lucilla Morlacchi e Lucio Dalla), di docenti qualificati (Lamberto Trezzini, Antonio Costa, Concetto Pozzati, Antonio Faeti) e di circa un centinaio di studenti del DAMS, ha rappresentato l'inizio ufficiale delle manifestazioni organizzate per celebrare la designazione di Bologna quale Città Europea della Cultura nell'anno 2000.
L'evento è stato festeggiato anche mediante un suggestivo spettacolo pirotecnico e, il giorno precedente la rappresentazione, è stata organizzata una conferenza stampa nel complesso di S. Giovanni in Monte.

Inizio
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Vent'anni di prigionia a Bologna per un principe tedesco bello e biondo: tanto basṭ ai bolognesi per adottare re Enzo e ricordarlo ancora, a distanza di oltre sette secoli, grazie al Palazzo ed alla piazza a lui intitolate.
Alcuni momenti della prova generale dello spettacolo del 22 giugno.

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L'Alma Mater ha regalato di nuovo re Enzo ai bolognesi, sotto forma di pièce teatrale, scritta da Roberto Roversi nel '74, un grande evento che va in scena per la prima volta dal 23 al 26 Giugno.

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Enzo, figlio naturale dell'imperatore Federico II di Svevia, ricevette dal padre il titolo di re di Sardegna come dono di nozze quando sposò Adelasia per impadronirsi, senza guerra, di una regione che era importante nei progetti egemonici del Papa. E il Papa, Gregorio IX, reagì con inattesa asprezza scomunicando gli sposi, cancellando il matrimonio e quindi anche la fresca regalità di Enzo. Che come re fu invece tenuto dai bolognesi nel tempo della sua prigionia in città.

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Gli episodi narrati riguardano la guerra combattuta nella pianura tra i comuni guelfi e l'impero di Federico II tra il 1247 e il 1249, cominciando dalla ribellione di Parma e dall'assedio che ne seguì. In uno di questi episodi Enzo Re fu catturato alla Fossalta. Portato a Bologna sul finire dell'estate, i cittadini in assemblea deliberarono per lui la prigionia a vita. Né valsero a smuoverli le lettere con minacce di guerra senza tregua o con offerte d'oro mandate da Federico.

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Enzo fu tenuto prigioniero dai bolognesi fino alla sua morte; per più di vent'anni. Ebbe coś modo di essere impotente spettatore della distruzione della sua famiglia, fino agli ultimi collaterali, della vittoria del Papato e dell'insediamento degli Angiò nel regno svevo, in Sicilia e a Napoli. Di un giovane re, biondo e gentile poeta e valoroso cavaliere e prigioniero dicono le leggende e i luoghi di Bologna.

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Appena sotto la trama unitaria degli episodi narrati, il testo si manifesta subito "a molti protagonisti"; vi leggiamo in modo abbastanza nitido
1) la storia dell'imperatore Federico
2) la storia di Enzo
3) la storia dei ribelli
4) la storia di Rolandino de' Passeggeri
5) la storia di Salimbene de Adam
ognuna sviluppata insieme alle altre e quasi indipendentemente dalle altre.


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